Baggio, il divin codino

Roberto Baggio è senza dubbio una TENLEGEND, e probabilmente il più grande giocatore Italiano di sempre. Il “divin codino” è stato un giocatore che si colloca tra i più grandi.

Nato a Caldogno, a nord di Vicenza nel Febbraio 1967, Roberto ha giocato per l’Italia 56 partite, realizzando 27 gol, raggiungendo il titolo di quarto cannoniere di sempre della nazionale. Giocò al centro dell’azione nella squadra che arrivò terza ai Mondiali FIFA del 1990, riuscendo a firmare due gol.

 

La carriera di Baggio iniziò a Vicenza, dove fece il suo ingresso nell’arena mondiale calcistica da giovanissimo 15 enne. Parecchi furono i club che riconobbero immediatamente il suo talento grezzo. La Fiorentina fu la prima squadra a farsi avanti. Ma ci mise lo zampinio la sfortuna, dato che due soli giorni prima di unirsi a quella squadra Roberto Baggio si strappò il legamento anteriore del ginocchio in un rischioso tackle in scivolata.

 

Nonostante questa ferita, per sua buona fortuna, il contratto venne firmato e La Viola pagò anche tutte le spese mediche relative alla sua operazione. La prognosi però era tetra, e la lesione così grave che i dottori erano poco ottimisti sulle sue possibilità di indossare di nuovo una maglietta da calciatore. La lunga e crudele guarigione durò 18 mesi. Alla fine però Baggio riuscì a farcela. Questa della perseveranza si dimostrò essere una delle caratteristiche più positive che aveva.


Con classe ed eleganza, indossò il numero 10. Il ruolo preferito era come centrocampista offensivo/creativo. A causa delle formazioni messe in campo tipicamente dagli allenatori in Italia all’epoca, veniva però di rado usato in tale posizione.

 

La difesa è da sempre una priorità in Italia, e così Baggio molto probabilmente si sentiva come un Italiano intrappolato in un corpo da Brasiliano. Il suo idolo era la leggenda Brasiliana Zico. Adorava il suo dribbling ed amava essere al centro dell’attenzione degli avversari, cosa che faceva alzare le sopracciglia agli allenatori Italiani dato che il suo ego spesso era causa di frizioni.

 

Le capacità di Baggio vennero alla luce nella sua stagione migliore che fu alla Juventus. Nel 1993 segnò 39 gol in tutte le competizioni, venendo votato come Miglior Giocatore del Mondo dell’Anno, vincendo due volte il titolo di Campione della Serie A, la Coppa Italia e la Coppa UEFA.

 

Vinse anche il Pallone d’Oro, trofeo che poi vendette ad un’asta allo scopo di fare delle donazioni per le vittime Italiane delle inondazioni nel 1994. E’ l’unico giocatore Italiano che abbia mai segnato in tre Campionati del Mondo. Questo eccelso specialista realizzò molti gol cruciali, ma verrà però sempre ricordato per aver sbagliato il rigore decisivo alla roulette durante la finale della Coppa del Mondo del 1994 contro il Brasile. L'immagine di lui subio dopo quel tiro alto è diventata leggendaria. Quel rigore resterà sempre a tormentarlo causandogli degli incubi.

 

Quel Campionato del Mondo fu il momento più alto nella carriera di Roberto Baggio dove trascinò letteralmente la sua squadra in finale e vinse anche la Scarpa ed il Pallone d’Argento. La stagione successiva, Marcelo Lippi prese le redini della Juventus e volle creare un undici più orientato al gioco di squadra, creando meno dipendenza da Baggio. Un altro infortunio al ginocchio lo costrinse a perdere tre mesi, concedendo a Del Piero l’opportunità di prendersi il ruolo del N.10 della Juventus.

 

Comunque, c’era sempre del magnetismo intorno a lui. Gli appassionati non andavano matti solo per le sue giocate, ma anche per il suo codino che era diventato il suo marchio di fabbrica. Con affetto i suoi fans lo avevano soprannominato Il Divin’ Codino. La sua era una personalità che trovava il favore della gente di tutto il mondo.

 

“Avere ancora un posto nei cuori della gente, è il risultato più grande che qualsaiasi sportivo possa mai raggiungere. Rappresentare dei valori positivi, donare momenti di gioia, vale più di qualsiasi risultato si possa ottenere sul campo, perché a volte i risultati si possono trasformare a causa della sfortuna. Ciò non vuol dire che i trofei non siano importanti, in fin dei conti tutti noi giochiamo per vincere, ma non può trattarsi dell’unica cosa che esiste,” ha detto Baggio.

 

Baggio ha mostrato profondità nel suo pensiero. Non è stato solo un giocatore leggendario nel calcio, nel 2002, Baggio venne nominato Ambasciatore di Buona Volontà dall’ Organizzazione Alimentare ed Agricola delle Nazioni Unite. Nel 2003, fu colui che vinse la prima edizione del premio "Golden Foot". Come riconoscimento per le sue attività per i diritti umani, ha ricevuto il premio Man of Peace da parte delle Persone Insignite del Premio Nobel per la Pace nel 2010.

 

Baggio è l’unico calciatore Italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei Campionati del Mondo. E’ anche il marcatore principe nelle partite della Coppa del Mondo tra gli Italiani. L’ex allenatore della Fiorentina Aldo Agroppi lo adorava, arrivando a dire che, “Gli angeli cantano in mezzo alle sue gambe.” Quando la FIFA celebrò il suo 100° anniversario, Roberto Baggio venne nominato tra i 125 calciatori migliori ancora viventi. I record raggiunti con le sue reti parlano da soli.

 

Sono giocatori come Baggio ad essere d’ispirazione per noi. Guardiamo qualsiasi loro mossa ed abbiamo da sempre cercato di emularli. Inoltre, siamo stati testimoni del suo genio e ne ammiriamo la classe così come la profonditàà del carattere. Unitevi a noi. 

 

Diventate una TENLEGEND.

 

 

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