David Beckham: Una leggenda del calcio o un’icona della moda?

Se si guarda ai giocatori più grandi che abbiano mai calcato un campo di calcio, David Beckham potrebbe non rientrare in quelli per voi migliori. Tuttavia, non è esistito probabilmente nessun altro giocatore con una maggior ricercatezza stilistica, e senza dubbio, come uomo ha avuto l’abilità di attirare l’attenzione di milioni di appassionati in tutto il mondo semplicemente con ciò che indossava.

Beckham è stato il ragazzo poster della metrosessualità alla fine degli anni 1990 ed all’inizio dei 2000. Essendo già un notevole bel ragazzo, la sua immagine come playboy non poteva che crescere. Ed essa venne rafforzata a causa della sua relazione grandemente publicizzata con la componente delle Spice Girl, Victoria Adams nel 1997, che sarebbe poi diventata sua moglie assumendo il nome di Victoria Beckham. Egli non ebbe problema a portare un cerchietto per capelli, un sarong, a verniciarsi le unghie o a farsi vedere indossando orgogliosamente indumenti di pelle marcati Gucci con sua moglie.

Beckham fu riconosciuto come icona della moda, ed insieme alla moglie divennero redditizi portavoce. Al giorno d’oggi sono ricercati da stilisti di indumenti, specialisti della salute e del fitness, riviste di alta moda, fabbricanti di profumi e cosmetici, parrucchieri, promotori di esercizi, e centri benessere ed aziende nel settore ricreativo. Questa potente coppia trasuda un senso imprenditoriale di moda e stile.

Detto ciò, sarebbe ingiusto etichettare Beckham più come icona della moda che come calciatore. Con tutta la sua brillantezza e mondanità, il centrocampista Londinese potrebbe certamente mostrare tutto ciò sul campo. Se si guarda ai suoi umili inizi ed alla storia della sua carriera, il racconto va molto più in profondità. Provenendo da una famiglia appartenente alla classe media, cominciò a giocare in giovanissima età, lasciando la famiglia e la casa per allenarsi, viaggiare e giocare come giovane calciatore.

Il suo debutto tra i professionisti avvenne sulla scena col Manchester United alla giovane età di 17 anni nel 1992. Beckham fu uno dei grandi perni del successo della squadra alla fine degli anni ‘90. Ben educato, calmo ed impassibile (a parte il cartellino rosso nella partita della Coppa del Mondo del 1998 contro l’Argentina) crebbe agli occhi del pubblico per diventare un gentiluomo dotato di una calma eleganza, del tutto diverso dalla vecchia imagine scolastica del calciatore ruvido ed acrobatico. 

 

Molta gente sperò che il suo successo potesse trasferirsi sul palco internazionale.Col talentuoso Gruppo di calciatori a disposizione di Glenn Hoddle, l’Inghilterra era la favorita nei pronostici nella Coppa del Mondo della FIFA nel 1988. Sfortunatamente, questa schiera di stelle verrà alla fine buttata fuori nel secondo turno della competizione dopo aver subito una sconfitta per mano dell’Argentina, la vecchia nemica. Fu certamente una notte da dimenticare per Beckham.

Dopo essere stato buttato al tappeto, il centrocampista destro si scagliò contro l’Argentino Diego Simeone e, dato che la cosa avvenne sotto gli occhi dell’arbitro Danese Kim Milton Nielsen, venne successivamente espulso. Anche se l’espulsione non sembrò essere il vero motivo della sconfitta dell’Inghilterra, furono i rigori a decretare l’eliminazione della squadra.

L’insolita mancanza di delicatezza di Beckham attirò sicuramente le ire della nazione intera. Le settimane ed i mesi che seguirono nella stagione 1998/99, Beckham venne vilipeso dai fan rivali per la sua mancanza di tatto contro l’Argentina. Per un attimo, fu considerato il “Nemico Pubblico Numero Uno” del calcio Inglese. La bile vomitata contro Beckham sembrava non finire mai. Giravano voci che il calciatore avesse deciso di andare a giocare all’estero alla ricerca di un clima più soleggiato, ma anche per sottrarsi a quella valanga di odio.

Naturalmente, quando si tratta di Beckham, si può ipotizzare che ogni attimo della sua carriera sia stato pilotato. Con una trama piena di riscatto, scritta così’ presto nel nuovo millennio, dei cinici hanno suggerito che faceva tutto parte di un piano precostituito da lui stesso.

Il ritorno di Beckham fu diviso in due parti. La prima fu la sua incredibile punizione che mandò avanti l’Inghilterra nella Coppa del Mondo del 2002 in Corea/Giappone, quando mancavano pochi secondi alla fine agli uomini di Sven Goran Eriksson per arrivare alla fase dei playoff. Beckham si fece avanti e grazie alla sua bacchetta magica (il piede destro), riuscì a mettere in scena una cosa incredibile. Segnò un gol impensabile da 32 metri. La cosa notevole fu che mancavano solo pochi secondi alla fine della partita contro la Greca. In pratica tutto da solo, aveva prenotato il biglietto per il Lontano Oriente alla nazione dei Tre Leoni.

Ma sarebbe stato in Giappone, dove era tutto pronto per la redenzione completa di Beckham. Quando l’ex allenatore del Tottenham Mauricio Pochettino buttò giù Michael Owen in area, venne subito assegnato il rigore. Chi altro si sarebbe fatto avanti?

Si, giusto: David Beckham, col suo nuovo taglio di capelli alla moicana. Anche con quell’aspetto da ragazzaccio, che comprendeva un sacco di tatuaggi, Beckham era tuttavia ancora in grado di mostrare il suo stile da gentiluomo anche se aveva insistito per mostrare l’arte sul corpo, portando maglie con maniche lunghe in partita senza rispetto per ciò in cui altri credevano. Anche se non fu la sua migliore battuta dai 15 metri, gonfiò lo stesso la rete. Non solo rivitalizzò l’Inghilterra donandole una bella vittoria, ma pareggiò i conti contro l’acerrima rivale, l’Argentina!

Dodici mesi dopo, il Manchester avrebbe venduto Beckham a Madrid, la capitale della Spagna. Si è detto che questo trasferimento spezzò il cuore a suo padre, dato che in famiglia erano appassionati pazzi dei Diavoli Rossi. Ma fu là che Beckham, dotato della sua nota eleganza sartoriale (ora diventata una superstar mondiale) sarebbe stato l’ultimo di una serie di campioni incredibili di quelli che vennero definiti i Galacticos. Le sue magie aiutarono Los Blancos a vincere La Liga nel 2007.

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Comunque, il tempo trascorso in Spagna non fu così carico di gloria come alcuni avevano sperato e la cosa potrebbe essere stata la ragione del suo spostarsi in America nel 2007. L’arrivo della coppia negli U.S.A. sembrò assomigliare alla tipica prima di un film di Hollywood, piena di mondanità e stravaganze. I Beckham divenenro subito gli innamorati preferiti d’America. Nonostante il suo status da sex symbol mondiale, Beckham è noto per essere un fiero e devoto marito e padre di famiglia, ed a causa di ciò un modello per molti giovani. Probabilmente questa cosa ha aggiunto dei punti al fascino che attira le donne di tutto il mondo anche se in pratica lui è un intoccabile.

A Beckham venne chiesto di ottemperare al difficile compito di usare le proprie capacità e celebrità per aiutare il calcio a svilupparsi, chiamato soccer (in America) ed a diventare uno degli sport di squadra più in evidenza negli Stati Unit così come nel resto del mondo. Anche se i progressi furono lenti, l’impatto che ha avuto sull’altro lato dell’Atlantico è stato enorme! Giocando per i LA Galaxy, li aiutò a vincere il Titolo MLS nel 2011 e 2012.

L’arrivo di Beckham nell’MLS servì davvero a cambiare le regole del gioco. Sia per quello che riguarda la strategia di reclutamento che per quanto riguarda i suoi compensi, calciatori come Zlatan Ibrahimovic, David Villa e Kakà lo seguirono. Oggi, l’ MLS continua a crescere e Beckham è persino proprietario di una sua squadra: l‘Inter Miami CF.

L’uomo nativo di Leytonstone ha fatto diventare questo gioco raffinato in America facendo di più che non con la sua presenza di giocatore leggendario. Lui è l’archetipo del gentiluomo di classe. Le donne trovano la sua ruvida rafffinatezza ed il suo fisico cesellato seducenti come mai. Persino gli uomini sono attirati da quel “suo” fattore, che lo rende una scelta ovvia per la promozione di prodotti tipicamente maschili, come il whiskey e le auto di lusso.

Lo stile di David si è solo raffinato con l’età… dentro e fuori dal campo. Anche se il suo aspetto e la vita che fa in famiglia sembravo sempre avere la precedenza nelle conversazioni che riguardamo l’ora 45-enne, il suo talento in campo non verrà mai dimenticato. Ha raggiunto un’aura ed un livello da superstar come pochi - in ogni campo della vita. Noi lo lodiamo per promuovere sempre questo gioco che amiamo e per farlo in un modo così pieno di classe, e per promuovere i valori del gentiluomo e della famiglia ai quali ci atteniamo. Unitevi a noi nel celebrare tutti i motivi per cui lo definiamo il gioco più bello del mondo.

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