James Bond e l’Aston Martin

Per quanto possiamo ricordare, siamo innamorati da sempre del concetto di James Bond. Il fascino del personaggio supera le barriere tra le varie generazioni ed i sei famosi attori che lo hanno impersonificato. Quale ragazzo appena visto per la prima volta Bond non vorrebbe diventare come lui?

Bond apparve per la prima volta grazie alla penna dell’autore e scrittore Ian Fleming. Fleming era un tipo abbastanza normale come corporatura, ma aveva avuto un’educazione privilegiata, era dotato di un gusto raffinato, era eccezionalmente intelligente, spiritoso ed era abile nelle narrazioni. Divenne un ufficiale navale Britannico dei servizi segreti (anche se senza avere mai compiti intensi come quelli dei suoi agenti della classe 00) ed in seguito un giornalista. Quando creò il personaggio di James Bond avvenne nel suo primo romanzo (Casino Royale, 1953), Fleming essenzialmente creò una versione idealizzata di se stesso: l’uomo a cui ogni donna avrebbe voluto stare accanto e l’uomo che tutti gli uomini avrebbero voluto essere.


Il “Dr. No” fu la prima produzione cinematografica della serie di Bond, che uscì nel 1962 con la presenza del compianto Sir Sean Connery. E’ una cosa non molto conosciuta il fatto che Casino Royale divenne una produzione di un’ora presentata dal vivo come speciale televisivo dalla CBS nel 1954 con Bond interpretato dall’attore Americano, Barry Nelson. In seguito divenne un film vero e proprio solo nel 2006, con Daniel Craig nel ruolo di Bond.

 

Persino gli appassionati più devoti a James Bond si sono chiesti come sia stato possibile che un tale personaggio sia stato interpretato da così tanti attori diversi con stili talmente differenti e tuttavia in grado di attrarre un pubblico enorme per oltre 53 anni. Qual’è la magia che rende chiunque si avvicini a 007 propenso a tornare a vederlo? Forse la risposta riguarda il fatto che tutto ciò che egli fa lo fa per uno scopo preciso (Re e nazione) con una grande eleganza maschile raffinata, grazie ai suoi squisiti vestiti sportivi, impreziositi da splendidi orologi, ed usando le migliori attrezzature tecniche e le migliori auto che il Reparto Q sia in grado di produrre.


I film di James Bond sono così esaltanti per tutti questi motivi ma anche per altri. I gadgets, le donne, il guardaroba, le località esotiche, l’azione, la suspense fanno tutte parte di quel tessuto che ci attira così tanto. Le ambientazioni del film da sole sono in grado di inviare alle nostre menti immagini così vivide riguardo alle avventure a Venezia, Città del Messico, Macao, Londra, Marocco, Austria, Istanbul, Shanghai, Le Bahamas, il Lago di Como… Un elenco dei migliori luoghi che di sicuro si trovano nei sogni di qualsiasi viaggiatore. Inoltre c’è qualcosa che eccita nel trovarsi in mezzo ai pericoli ed ai rischi che lo stesso Bond affronta. C’è una certa dicotomia tra quelle situazioni che sono spesso brutali, per quanto necessarie, nelle quali si ritrova ed il fatto che le sue azioni in un certo senso sono fatte per il bene di tutti.

 

Un gentiluomo non è uso baciare e raccontare storielle, ma per ciò che riguarda le donne di Bond, (anche se alcune delle sue "relazioni" sono, diciamo, bè ... non certo durature), c’è sempre un certo romanticismo che si nota sempre nella trama. Gli uomini hanno tutti un aspetto incredibile e le donne sono state progettate per distrarre. Sfarzo e fascino. A chi non piacerebbe immaginarsi mentre va da qualche parte vestito in maniera favolosa con una donna splendida al fianco?

 

"Sono divertenti. Il fatto è che siano enormi, come fantasie e che tutti facciano una serie di cose incredibilmente sciocche nei film," ha detto Daniel Craig. Craig ha recitato in quattro film di Bond mentre il quinto, “Non C’è’ Tempo per Morire” dovrebbe uscire ad Ottobre del 2021. Per Monica Bellucci, la femme fatale nel film “Spectre” (2015), un senso di galanteria è ciò che si trova in tutti i film di Bond. "Dato che si tratta di un tal gentiluomo, cosa che in realtà è, questo film rappresenta davvero una specie di vero e proprio manuale di galanteria. Sarà quello che salverà il mio personaggio ma salverà anche il personaggio di [Lea]," ha detto.

 

Il fatto che l’Aston Martin DB5 della stella appaia nel film del 1964 Goldfinger non è stato dunque un caso.

La DB5 approntata per lui da Q è un’auto la cui dotazione di gadget è stata superata solo dalla sua bellezza classica e dalla feticizzazione ad opera dei fans di quest’opera esclusiva.

La DB5 diventerà a sua volta una stella, presente in non meno di sette altri film di Bond, ma cosa più importante è che quel modello singolo darà vita ad un amore infinito tra questi due pilastri della cultura Inglese.

 

Un vincitiore tra tutti quelli che hanno fatto delle offerte sta adesso guidando legalmente una vera Aston Martin di James Bond, dotata davvero di spargi chiodi, taglia pneumatici, schermi fumogeni e targhe rotanti.

Questa persona ha da poco ricevuto le chiavi dell’Aston Martin DB5 del 1965 avendo speso $6.4 milioni ad un’asta di auto classiche che si è svolta a Monterey, California. Il prezzo comprendeva la tassa d’acquisto che andava pagata alla casa d’aste, la RM Auctions.

 

Una delle cose che ci ha affascinato da sempre riguardo l’immagine di Bond è il fatto che ha da sempre un’efficienza affilata come un rasoio. Bond non si presenterà mai ad una riunione d’affari, ad una bella cena o ad una serata a teatro oppure all’opera indossando niente altro che un bel completo con cravatta.

Si tratta in primo modo di fare un bel lavoro e, naturalmente, di apparire al meglio mentre lo si fa. Si tratta di avere attenzione ai dettagli e dell’importanza che ha l’estetica senza però che riesca a distrarre o a suscitare attenzioni indesiderate. Stiamo parlando di un’eleganza calma, clandestina. Di essere impeccabili ma mai troppo meticolosi.

 

Bond….James Bond,

 

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