Le Carré Magique

Il rapporto della Francia con gli sport, particolarmente col calcio, è sempre stato un pò disordinato. Le origini di tale dinamica sono guidate per la maggior parte da storiche divisioni socioeconomiche. Perfino il successo di Just Fontaine e della sua nazionale alla fine degli anni ‘50 non riuscì a ribaltare questo pregiudizio. Restava sempre prevalente la sensazione che l’università dovesse avere la precedenza rispetto all’interesse per gli sport.

 

La cosa appare abbastanza ironica a causa del fatto che sia la Coppa Mondiale della FIFA che il Campionato Europeo UEFA furono inventati da dei Francesi. Come Jules Rimet la Coppa del Mondo, ma il Campionato Europeo stesso venne proposto da un Francese che si chiamava Henri Delaunay nel 1927. Il torneo iniziò nel 1958, tre anni dopo la scomparsa di Delaunay che avvenne nel 1955. Quel trofeo porta ancora oggi il suo nome.

Le Carré Magique (per tutti gli appassionati di calcio Francese) è ritenuto un tesoro nazionale ed è una grande fonte di orgoglio. Venne messo insieme la prima volta nel Febbraio del 1984 al Parco dei Principi in un’amichevole con l’Inghilterra di Bobby Robson. Fu il prodotto della natura egoista ma allo stesso tempo della grande propensione al duro lavoro di Tigana e Fernández, abbinati alla determinazione ed alla sofisticatezza di Giresse che riuscirono a superare i rivali.


Sostanzialmente esso mise in condizione Platini di godere della libertà di espressione creativa di cui aveva bisogno. L’approdo della Francia alle semifinali della Coppa del Mondo del 1982 mise in luce il lato audace e romantico della squadra di Hidalgo, ma c’era ancora bisogno di un paio di aggiustamenti per trovare l’equilibrio corretto prima di vincere sul proprio terreno due anni dopo.

 

La mossa di passare dal talento individuale ad un collettivo coeso ed emblematico fece cogliere loro il premio definitivo ad Euro ‘84. Michel Platini, Alain Giresse, Jean Tigana e Luis Fernandez li batterono tutti. Questo si presume sia stato il quartetto migliore di centrocampisti che abbia mai allietato il gioco più bello del mondo.

 

LUIS FERNANDEZ

 

L’ultimo ad unirsi al quartetto, un giocatore inestimabile che era alla base del diamante scintillante del centrocampo di Hidalgo, nato in Spagna Fernandez debuttò solo dopo la conclusione della Coppa del Mondo del 1982. A questo membro del Carré Magique manca la nomina al Pallone d’Oro nella sua carriera. Nato a Tarifa, Spagna, Fernandez si spostò in Francia coi genitori all’età di nove anni. Fernandez divenne cittadino Francese nel 1981, solo un anno prima di essere chiamato da Michel Hidalgo a far parte dei Les Bleus.

 

Il “cane ringhoso” del Paris Saint-Germain era anche in grado di effettuare passaggi con una fantastica precisione, non facendo rimpiangere i talenti più celebrati e creativi che gli stavano davanti. Il più giovane tra i componenti del quadrilatero del Carré, Fernandez aveva 24 anni ad Euro ‘84 e forse viene ricordato per aver realizzato il rigore decisivo due anni dopo che servì alla Francia per andare avanti nelle semifinali della Coppa del Mondo del 1986, ancora una volta a spese del Brasile.

 

"Dopo il 1982, tutti si aspettavano che vincessimo nel 1984," disse Fernandez a BBC Sport. "Dovevamo vincere, eravamo i favoriti e la Francia sperava che la nazionale Francese sarebbe stata la prima squadra nazionale a vincere un trofeo internazionale nello sport. Il nostro stile era tipicamente Francese – un gioco basato su passaggi con molto movimento, con la voglia di portare avanti rapidamente la palla perché avevamo un giocatore come Platini in grado si segnare un sacco di gol."

 

ALAIN GIRESSE

 

Contrariamente a Fernandez, Alain Giresse era un veterano internazionale da 12 anni quando arrivò il momento del Le Carré Magique. Giocatore incredibile, il suo gol portò la Francia vicino alla gloria nella semifinale contro la Germania Ovest nel 1982 – portandola avanti per 3-1 nei supplementari prima del crollo straziante ai rigori che costò la sconfitta. L’impresa di Gigi è rimasta forse quella più memorabile di sempre e ci è rimasta impressa fino ad oggi.

 

Giresse arrivò ai Campionari Europei in eccellente forma, avendo vinto il campionato della Ligue 1 col Bordeaux e replicata la cosa nella stagione seguente. Giresse, che teneva fede al suo soprannome, “Moteur,” era il compagno infaticabile di Platini. La sua spinta continua accentuava i migliori pregi del quartetto, Giresse entrò nel tabellino dei marcatori insieme a Fernandez nel 5-0 con cui distrussero il Belgio – con Platini autore di una tripletta. “Lui (Giresse) era un giocatore magnifico, molto intelligente, dotato di un’ottima tecnica e di un’incredibile qualità nei passaggi” – Aimé Jacquet.

 

JEAN TIGANA

Giresse non era da solo nell’avere un gran talento abbinato ad una fenomenale etica professionale. La squadra che ha vinto la Coppa del Mondo nel 1998 può essere portata come modello da seguire per un’intera generazione, ma fu grazie alle infaticabili e dinamiche corse di Tigana che si aprì la strada a gente come N’Golo Kanté e Blaise Matuidi. Nessuno si è dimenticato l’incredibile slalom che fece ai supplementari nella semifinale. Quel gol è rimasto probabilmente il momento che ha definito meglio la trionfante vittoria della Francia.

 

La sua lunga alleanza con Giresse al Bordeaux fu perfetta per Hidalgo nel tracciare la sua celebrata rivoluzionaria disposizione in campo. Tigana avrebbe ottenuto gli stessi risultati col Marsiglia dal 1989, aggiungendo due altri trofei della Ligue 1 ai tre già vinti vicino al Fiume Garonne. Il futuro allenatore del Monaco e del Fulham, Tigana venne indiscutibilmente ritenuto tra i migliori giocatori del mondo arrivando secondo alle votazioni per il Pallone d’Oro nel 1984. Ma, naturalmente, il vincitore poteva esere solamente uno.

 

MICHEL PLATINI


 

"In quel torneo, Platini è stato incredibile," disse il commentatore calcistico della BBC John Motson. "Lo metterei allo stesso livello di Diego Maradona nella Coppa del Mondo del 1986 e di Johan Cruyff nel 1976. Faceva squadra da solo. Era un extraterreste, una superstar. Nessuna squadra fu in grado di contenerlo."

 

Magari i più giovani non lo sanno, e qualche amico di circostanza può essersi dimenticato quanto fenomenale fosse Platini sul campo. Con tanta stampa negativa negli ultimi anni che ha criticato soprattutto l’uomo, sarebbe comunque vergognoso buttare via Platini e lo splendido giocatore che era quando era nel suo periodo migliore.

 

Vincitore di tre Palloni d’Oro, la sua abilità nell’infilarsi negli spazi e dettare le giocate ai limiti dell’area degli 11 metri lo resero forse il talento individuale singolo più grande nella storia dei Campionati Europei. Per noi, Platini resterà per sempre uno dei giocatori migliori che abbiano mai allientato i campi da gioco…proprio là accanto a Pele, Maradona e Cruyff.

 

Quando i primi movimenti che fluivano liberamente del Carré Magique crearono l’ambiente nel quale potè sbocciare un regista, fu Platini’s coi suoi abili tocchi e sublimi dribbling a spingere la Franca nuovamente in alto sulla scena internazionale.


 

Gli sforzi congiunti del Carré Magique (il tutto è sempre superiore alla somma delle sue parti), consentirono ad ogni giocatore di eccellere in un modo mai visto prima nel gioco. Furono però i tocchi precisi di Platini, il suo ritmo ed i dribbling perfetti a diventare la forza che trascinò la Francia portandola avanti sul palco internazionale.


La vera bellezza del Carré Magique era il modo in cui si fondevano in una miscela vincente le capacità tecniche e la tenacia che consentirono a Michel Platini di manifestare appieno il suo incredibile talento. Pochi giocatori hanno lasciato il proprio segno in modo talmente indelebile in un grande torneo come l’interprete principale della Francia nel 1984. I numeri assurdi che mise in mostra alla fine furono: nove gol in cinque presenze, dopo aver segnato in ogni partita col destro, col sinistro e di testa, compreso due triplette.

 

Nessun modo di andare in gol era sconosciuto a Platini, dall’arrivarci d’astuzia, con tocchi delicati, passando per bordate tremende e colpi di testa vincenti, che gli consentirono di vincere per tre volte consecutivamente il Pallone d'Oro tra il 1983 ed il 1985.

Era anche un maestro nel calciare le punizioni. Riusciva a ripetere lo stesso modo di battere le punizioni con la sua tecnica perfetta al millesimo in quasi ogni punizione ed era una cosa affascinante da vedere. Era un fenomeno, giustamente celebrato che ha meritato di raggiungere lo stato di icona che attualmente ha, in conflitto con la sua carriera ampiamente discreditata dalle attività intrise di imbrogli seguenti alla carriera siu campi.

 

 “Che giocatore. Avrebbe potuto far passare la palla attrraverso la cruna di un ago ma anche concludere l’azione segnando,” - Bobby Charlton.

 

Le Carré Magique era un sistema che sembrava quasi ipnotico da osservare, un’opera teatrale che si apriva davanti agli occhi, col protagonista che era Platini. Era un centrocampista universale così tanto che al giorno d’oggi la gente fatica a ricordare il nome dei marcatori della Francia di quel torneo. Niente a che fare coi marcatori; tutto invece col Carré Magique.

 

Euro 1984 fu l’epicentro: il 1982 era arrivato troppo presto (e fu loro rubato), il 1986 troppo tardi, ma il 1984 fu un’oasi di perfezione per il calcio Francese. Non importa ciò che hanno raggiunto le squadre nel 1998, 2000, 2018, niente riuscirà mai ad eguagliare la fluidità messa in mostra in quella notevole estate.


 

La squadra del 1998 diede agli appassionati Francesi la vittoria finale, ma verrà ricordata per sempre la brillantezza e la fuidità quasi musicale del Carré Magique come uno dei migliori quartetti di centrocampisti che si siano mai visti in questo gioco. Una brillante dimostrazione della bellezza di questo gioco, una parte essenziale delle fondamenta su cui giace la nostra passione per il calcio, e per questi giocatori che rappresentano quattro dei motivi principali per cui TENLEGEND è stata creata.

 

Be a TENLEGEND.

 

 

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