PLATINI, TENLEGEND

IL MIGLIOR FRANCESE DI SEMPRE.

L’uomo che fece innamorare del calcio la Francia.

 

Potrebbe essere una cosa difficile da comprendere per gli appassionati più giovani, ma Platini è una delle leggende maggiori del calcio. In un’unica soluzione Platini divenne il volto del calcio, una filosofia da seguire e riuscì a definire tutta un’epoca. Le sue espressioni facciali erano molto animate, contrassegnate da un sorriso predatorio e da un aspetto semi-passivo, quasi felino. Sul campo, Michel Platini era innegabilmente diverso.


Prima che “Platoche” (il suo soprannome Francese) esplodesse sulla scena, quella Francese era una delle squadre Europee che aveva vinto di meno. A quel punto la grande paura che c’era era che nel 20° secolo non fossero riusciti che ad arrivare ad un rispettabile 3° posto ai Campionati del Mondo del 1958 fino agli anni ‘80. Ma da vero playmaker e prolifico goleador, Platini venne eletto miglior giocatore Europeo degli anni ‘80 con molte generazioni di Francesi che lo considerarono il più grande di sempre.


Si fece un nome dapprima come specialista nelle punizioni. La sua precisione nei calci piazzati ebbe come conseguenza che da essi derivarono la maggior parte dei suoi goal. Ma con la sua crescita, molti si resero conto del vasto repertorio di capacità a disposizione di questo giovane ragazzo, una delle quali era rappresentata dall’eleganza dei suoi passaggi. Nell’estate del 1979, quando scadde il suo contratto con l’AS Nancy, Platini sentì che era arrivato il momento di cominciare una nuova avventura e nuove sfide. Decise allora di unirsi a coloro che erano stati prima i suoi nemici al Saint-Étienne, dato che era l’unica squadra in Franca ad avere realisticamente una qualche possibilità ed ambizione di vincere una Coppa Europea.


Sotto tutti i punti di vista ha rappresentato la vera definizione del maestro, del direttore d’orchestra dei Les Bleus. Nel momento d’oro e grazie ad altri tre fantastici centrocampisti (Giresse, Tigana e Fernandez che formarono Le Carre Magique), questi uomini accesero la fiammella del calcio Francese. Il segno lasciato nel gioco è ancora tangibile. Chiedete a qualsiasi appassionato di calcio che abbia 40 annni o più e vi racconterà come giocava bene la Francia nell’ 82, 84 ed 86 con molto orgoglio. La cosa non significa che bisogna scordarsi di Zizou e del suo successivo regno coi Bleus, ma si può giustamente affermare che il loro successo avvenne, in parte, grazie all’incredibile mentalità vincente creata da Platini e dai suoi talentuosi compagni di squadra.

 

Lo stile di Platini era in pratica diverso da qualsiasi stile possa avere avuto chi era venuto prima di lui in Francia. Il dono speciale che aveva era la sua sorprendente capacità di prevedere dove sarebbe finito il pallone, individuando una possibilità prima che essa si materializzasse. La sua comprensione della natura intrinseca del pallone ed il rapporto che aveva con esso, con cui sembrava essere quasi in simbiosi, gli resero possibile l’effettuazione di passaggi incredibili così come tiri arditi e giocate al volo sia nel gioco che a palla ferma.


“Mio padre mi ha fatto capire che il calcio non è un gioco per capre, che la palla va sempre più veloce dei giocatori. Mi fece capire sin da subito che c’era bisogno di prevedere le cose,” disse Platini, "Vedere le cose prima degli altri: questa è stata la filosofia di "Platoche.”

 

Forse è stato meno spettacolare di Cruyff o Maradona, ma giocava bene come loro riuscendo a far crescere esponenzialmente anche i suoi compagni di squadra, dato che l’insieme è più grande della somma delle singole parti. Spesso la gente pensava che fosse una persona distaccata. In realtà, era un calcolatore, un visionario, anche generoso in grado di regalare parecchi goal ai suoi attaccanti. Fu tale la sua abilità che Bobby Charlton sottolineò, "Che playmaker. Saprebbe far passare un pallone dalla cruna di un ago ma anche arrivare a segnare."


Le partite più memorabili di Platini furono quelle giocate con la sua nazionale, comunque, con la quale formò uno dei terzetti migliori di tutti i tempi, con Alain Giresse e Jean Tigana. Andarono vicino a vincere la Coppa del Mondo nel 1982, prima di perdere drammaticamente contro la Germania Ovest nella semifinale ai rigori in una gara che è stata votata come la più bella di sempre, e che resterà impressa per sempre nelle menti e nei cuori di ogni amante del calcio Francese. Alla fine, il Francese venne votato come il miglior giocatore del torneo e la sua nazione lo acclamò quando si rese conto della LEGGENDA che sarebbe diventato. Riuscì a ridare vigore ad un’abbacchiata nazionale Francese ma anche alla nazione stessa, e poi nel 1982, si trasferì alla Juventus.

 

Dopo una prima stagione difficile, Platini testardamente decise di resistere alla Juventus, e risolvere la situazione, invece che girare i tacchi ed andarsene. Come con tutti i grandi, bisogna rendere grazie alla sua deterninazione e testardaggine nel non accettare la sconfitta. Invece ricompattò tutti i suoi compagni di squadra riuscendo a convincere chi di dovere a cambiare tattica e la cosa trasformò all’ improvviso la Juve in una delle squadre più formidabili d’Europa.

 

Alla fine della stagione i Bianconeri vinsero la Coppa Italia arrivando secondi dietro all’ Amburgo in Coppa dei Campioni. Individualmente, Platini fu il capocannoniere della Serie A coi suoi 16 goal e vinse il Pallone d'Oro, venendo nominato miglior Giocatore Europeo dell’Anno. Nel 1984, fu sua quella che viene considerata la miglior prestazione individuale di sempre in una competizione internazionale quando trascinò la Francia a vincere Euro 84 trionfando sul suolo amico e realizzando nove goal in cinque gare.


Platinì era allora la stella più grande al mondo, vinse tre Palloni d'Oro consecutivamente nel 1983, 1984 e 1985. Tutti coloro che amano il calcio piansero quando la Francia perse di nuovo nella semifinale della Coppa del Mondo del 1986. Ma lui aveva trasformato il calcio Francese facendo passare la nazionale dall’essere una squadra secondaria ad una delle squadre più forti al mondo.

Il futuro grande di Francia e giocatore simile a Platini, Zinedine Zidane, ammetterà poi che Platini è stato il suo idolo, dicendo: "Quando ero un ragazzino e giocavo coi miei amici, sceglievo sempre di essere Platini. Lasciavo sempre ai miei amici la scelta tra i miei altri idoli." Platini terminò la carriera alzando il primo trofeo maggiore vinto dalla Francia internazionalmente che fu il Campionato Europeo, finendo anche lì capocannoniere col record di 9 goal. Platini in tal modo cementò la sua posizione come leggenda nel calcio con la vittoria del campionato Europeo.

Platini aveva una forte personalità, e non aveva paura di dire cosa pensava. Ha giocato perché ha amato questo gioco. E, nel 1987, quando la passione scemò e si era stancato di allenarsi, di viaggiare, delle critiche, si ritirò.

 

Per me, si tratta di qualcosa di più che non un giocatore leggendario. Enorme è stato l’impatto che ha avuto Platini’ su ogni ragazzo che giocava al pallone in Francia durante tutta la sua carriera. In realtà, l’idea stessa che è alla base del marchio TENLEGEND deriva dalla classe, eleganza, creatività ed intelligenza con cui giocava.

 

Come calciatore cresciuto nella Francia del nord negli anni ‘70 ed ’80 a veder giocare delle leggende come Platini ed il Carre Magique devo riconoscere che hanno lasciato un marchio importante su di me come giocatore ed esso è ancora uno dei fattori principali che hanno contribuito all’amore che ho per questo gioco. Ricordo come lo guardavo con Io stupore di un bambino e come ne rimassi fulminato. Io cercavo in pratica di emulare ogni suo movimento. Nel 1980, ricevetti il mio primo completo Le Coq Sportif per Natale dai miei genutori. Era di Platini al Saint-Etienne.

 

Partecipai anche al campo scuola di calcio di Platini’nel sud della Francia. Nell’estate del 1982, ricordo distintamente di aver giocato con lui in campo e di aver segnato grazie ad un passaggio suo. Si trattò di un evento carico di euforia per me. Ricordo ancora quando mi sedetti con lui sull’erba mentre mi parlava della sua decisione di andare alla Juventus, insieme ad altri 10 ragazzi innamorati di questa emergente super star.

 

Quest’esperienza, insieme all’influenza che ha avuto quest’uomo, hanno aiutato a modellare e nutrire la mia passione per il calcio ed a scegliere di giocarlo professionalmente. Per milioni di appassionati, è giusto dire che Platini ha avuto un impatto importante sul nostro amore per il gioco più bello del mondo.

 

Diventate una TENLEGEND.™

 

lascia un commento

Tutti i commenti sono moderati prima di essere pubblicati