Le origini del calcio professionistico Inglese.

E’ difficile stabilire una data precisa per la nascita del calcio. I primi riferimenti a questo gioco provengono dagli antichi Greci e Romani che si sa giocarono ad un gioco simile al rugby circa nel 5° secolo AC. Un Famoso riferimento al calcio successivo è del 1314 che si trova su un decreto che vietava tale sport e che venne emesso dal Sindaco di Londra, Nicholas de Farndone, per conto del Re Edward II. Ma fu solo nel 1800 che si può riconoscere il calcio come lo intendiamo ufficialmente oggi./span>

Quando i primi calci al pallone vennero dati in ambito competitivo, non esisteva alcuna organizzazione professionistica nè le regole del gioco. Si trattava, a detta di tutti, di un gioco che venica giocato in strada. I giocatori formavano delle squadre con gli stessi compagni di lavoro che avevano in fabbrica. 

Le persone appartenenti alla classe operaia vedevano questo gioco come il modo definitivo per allentare lo stress accumulato nelle proprie vite dal tran-tran quotidiano e per spazzare via la monotonia derivante dal dover lavorare per cinque giorni e mezzo alla settimana. Per coloro che avevao migliori condizioni di vita, il calcio era visto come un’opportunità per fare esercizio ed allo stesso tempo socializzare. Certamente c’era competitzione, anche se vincere non era ricercato con così tanta passione come fanno al giorno d’oggi delle folle più raffinate. 

All’inizio del 1800, il calcio diventò sempre più importante nelle scuole pubbliche perché si adattava bene all’ideale del culto "Cristiano della Muscolorità", che essenzialmente era teso a glorificare l’atletismo, la disciplina e l’abnegazione. Era, così come il cricket, percepito come un sport che aiutava a "costruire il carattere" delle persone.

Poichè questo promettente sport era diventato il giocattolo dell’élite, ma anche grazie all’interesse suscitato nelle scuole pubbliche che si erano impadronite del gioco nei suoi anni formativi, si incominciò a creare una specie di divisione nei primi giorni del calcio. Già negli anni del 1820, le scuole pubbliche cominciarono a proporre la loro versione delle regole del calcio su cui si erano trovate verbalmente d’accordo e che vennero tramandate per molti anni. Ogni scuola (es., Eton, Harrow e Winchester) aveva però le sue varianti. 

Nel 1815, l’Eton College stabilì una serie di regole del gioco e le mise per scritto. Secondo l’Università di Cambridge, nel 1856 furono apposte delle firme su un documento che decretava le Regole del Calcio per Cambridge. Queste regole furono in seguito adottate dalla prima Federazione Calcistica ai suoi albori in una riunione che avvenne a Londra nel 1863 come regole ufficiali nazionali per il gioco.

Prima di ciò, il calcio era diviso in due gruppi con alcuni college e scuole che avevano optato per le regole del Rugby che consentivano una versione più fisica del gioco, compresa la possibilità di fare lo sgambetto, tirare calci agli stinchi e portare con sè la palla. Tali regole vennero severamente escluse seguendo le Regole dettate da Cambridge.

Nel 1871, nacque la Football Association Challenge Cup (meglio conosciuta oggi come F.A. Cup). L’ F.A. Cup è la competizione di calcio formalmente più antica al mondo secondo gli archivi storici. Vincere ha un enorme significato per coloro che abitano le parti più settentrionali del paese, talmente tanto che, in seguito, vennero emanate disposizioni radicali.

Negli anni del 1880, però il calcio era sempre un gioco dilettantesco. E restò tale fin quando le squadre della classe operaia non decisero che l’unica maniera per migliorare le proprie classifiche consisteva nell’attirare giocatori da altri posti e se ciò voleva dire contravvenire alle attuali regole, si sarebbe fatto lo stesso. Quando il calcio in Scozia venne percepito evolversi più rapidamente che non in Inghilterra, giocatori che provenivano da oltre iI confine erano considerati maggiormente desiderabili e l’unica maniera per convincerli a venire al sud fu il passaggio illecito di qualche spicciolo di nascosto.

Molto presto alcune squadre misero così le dita negli occhi dei propri avversari più consolidati, e ogni sconfitta subita dale classi più nobili, causò un aumento dei sospetti. Sospetti che sarebbero alla fine stati poi confermati, ed anche se l’élite dapprima gridò all’inganno, si sarebbe presto resa conto che se non avesse pagato qualcuno per giocare, sarebbe rimasta indietro rispetto a coloro che avevano invece deciso di accogliere nelle loro squadre giocatori eccezionali.

Finalmente nel 1885 la Federazione Calcistica Inglese decise di consentire l’utilizzo dei giocatori professionisti. Non solo ciò voleva dire che sarebbero terminati i pagamenti in nero, ma anche che nessun club dilettrantesco avrebbe mai rivinto l’F.A. Cup.

La semplicità, purezza e passione che erano preesenti al momento della nascita di questo gioco sono le cose che non sono cambiate. E sono le cose che ci hanno appassionato al gioco per tutta la vita. Quelli tra di noi che sono stati in grado di giocare, sanno che non esiste alcuna sensazione che si avvicini a quanto provato con la palla al piede o a fare un ottimo passaggio nei tempi giusti. Noi viviamo per questo gioco. 

Continuiamo a farlo restare  il gioco più bello che c’è

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